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Naomi, vent'anni
in passerella |
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Ha cominciato a sfilare a 14 anni e ha conquistato velocemente il cuore
degli stilisti e le copertine delle riviste di moda. Da
due decenni incarna la bellezza universale e riempie sia
le pagine della moda sia quelle del gossip. In questa
intervista si confida a un'amica molto speciale.
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Le immagini

Vent'anni sono trascorsi da quando una giovanissima Naomi
Campbell compariva per la prima volta sulla copertina
dell'edizione inglese di Elle nel 1986. Da quel momento
Naomi Campbell è divenuta un'icona internazionale. Una
donna dai mille volti, spesso protagonista di scandali e
pettegolezzi più o meno veritieri, ma anche promotrice di
tantissime iniziative a favore dei più deboli, come i
bambini.
La prima volta ho incontrato Naomi proprio nel 1986.
Sfilavamo insieme durante la haute couture parigina per
Alaïa e, già allora, trovavo che la sua forza e il suo
carisma fossero tali da distinguerla dalle altre modelle.
Ho voluto farle quest'intervista per parlare in libertà di
un lato di lei che molti non conoscono: il suo lato umano,
che spesso sfugge agli occhi di chi la vede attraverso
copertine e pagine patinate. Ho voluto metterla a suo agio
(prima di quest'incontro aveva appena finito di guardare
in tv una partita dei Mondiali) senza giudicarla. D'altra
parte è proprio lei che dice che si impara dai propri
sbagli.
Hai visto la partita? Per chi tifi?
Per il Brasile, ma quando gioca l'Inghilterra tifo per
loro.
Segui l'Italia?
Sì. A proposito: cosa succede da voi con il calcio? (si
riferisce alle inchieste, ndr).
Un po' di problemini... Lo sai che ci sono due squadre
arabe?
No, non lo sapevo...
Afef Jnifen. Conobbe Naomi Campbell nel 1986 quando
sfilavano entrambe a Parigi.
Sono Tunisia e Arabia Saudita. A proposito del mondo
arabo: so che stai con un arabo...
Preferisco non parlare di lui.
Allora parliamo del mondo arabo...
Amo il mondo arabo. Sono stata in Libano, Dubai... Ciò che
amo è la loro unione nella fede. Come quando guardo in tv
tutta quella massa di gente andare alla Mecca.
È così solo in apparenza: in realtà non sono così uniti.
Non conosco la politica del mondo arabo e non ho mai
vissuto in un paese arabo. Però penso che nel mondo ci sia
molta ignoranza specie per quel che riguarda il modo in
cui l'Occidente guarda agli arabi. La gente dovrebbe
andare lì per vedere da vicino e non giudicare da ciò che
si legge o si vede in tv. Da quel che ho potuto vedere io
lì la gente è davvero molto ospitale ed educata.
Cosa pensi della politica di George W. Bush?
Io non voto in America.
Ti sei fatta un'idea, però.
Mi preoccupo solo dei problemi dei bambini e sono per la
libertà di opinione. Credo che nessuno possa dettare alla
gente ciò che deve fare.
Cosa pensi della politica italiana?
Non la conosco, ma so che avete un nuovo presidente del
Consiglio. Si chiama Romano Prodi, vero?
Sì, e abbiamo anche un nuovo presidente della Repubblica.
Non so...
C'è un uomo politico italiano che ti piace?
Non veramente. Ma mi piaceva Massimo D'Alema quando era
presidente del Consiglio perché con Bono avevamo chiesto
all'Italia di azzerare il debito dei paesi poveri e lui si
è dimostrato subito molto gentile, mettendosi a
disposizione anche se la richiesta era pervenuta tardi.
Non lo conosco di persona, mi ha aiutata anche Flavio
Briatore, ma comunque ho trovato il suo gesto onorevole.
Com'era Naomi bambina?
Molto tranquilla, ma determinata. Ero molto magra,
sottopeso per la mia età. Mi ricordo che gli altri bambini
mi prendevano molto in giro chiamandomi «negra» e un
giorno ho finalmente deciso che dovevo difendermi. Mi
piaceva la scuola. Ho cambiato due diverse scuole e non ho
mai marinato neanche una volta, perché non sapevo cosa la
vita potesse riservarmi.
Com'era il tuo rapporto con i genitori?
Non ho mai conosciuto il mio vero padre. Mia madre era
tutto per me: un papà e una mamma allo stesso tempo. Ha
sacrificato molto per me. Andava via per seguire i tour
per il Balletto contemporaneo e mi ha mandata alle scuole
private. Di me si occupava una tata e mia madre la vedevo
ogni uno-due mesi.
Tuo padre non lo conosci neanche fisicamente?
No.
Non hai mai avuto la curiosità di conoscerlo?
No, sapevo che la cosa avrebbe potuto dare fastidio a mia
madre, anche perché se avesse voluto avrebbe potuto
farmelo conoscere lei. Evito sempre di fare qualcosa che
possa darle fastidio.
Lui non sa di avere una figlia come te?
Non so, non credo.
Qual è stata la reazione di tua madre quando hai iniziato
a fare la modella?
Era un po' preoccupata, anzitutto perché ero giovanissima
(sono stata scoperta a soli 14 anni), poi per quello che
sentiva in giro sul mondo della moda. Era molto nervosa
perché non poteva accompagnarmi: a quei tempi era incinta
di mio fratello. Però alla fine si fidava di me e sapeva
sempre chi erano le persone con cui avrei dovuto lavorare.
Poi, finalmente, un mese prima del mio 16º compleanno mi
ha lasciata andare per la prima copertina di Elle. Era
molto fiera di me e mi dava sempre molti consigli.
Di te ricordo di una volta quando abbiamo sfilato insieme
per Alaïa.
Ho incontrato Azzedine Alaïa e ho vissuto da lui a Parigi,
nel 1986 credo. Lui per me era, ed è tuttora, come un
padre. Si preoccupava molto per me. È un uomo che ha un
grandissimo talento.
Naomi con Stefano Gabbana.
Molti sono stati gli uomini importanti nella tua vita.
Tanti italiani. Tutti, per esempio, ricordano la tua
storia d'amore con Flavio Briatore e Matteo Marzotto. Ma a
proposito di quest'ultimo, quando vi siate lasciati si
vociferava che tu non lo considerassi pronto per una
storia importante.
Non credo di aver mai detto niente di simile. Matteo era
sempre molto impegnato e doveva concentrarsi sul suo
lavoro. Comunque mantengo sempre un bellissimo rapporto
con i miei ex, non serbo rancori e sono davvero contenta
di questo.
Il tuo famigerato «brutto carattere», che ha sempre fatto
così gola alle riviste scandalistiche, rispecchia la
realtà o è solo un'esagerazione? Qual è il tuo vero
carattere? Come lo definiresti?
Penso di essere un bersaglio per tante ragioni, ma provo a
imparare dai miei sbagli. Credo di avere il diritto di
dire ciò che penso. Se non voglio assumere qualcuno, ho il
diritto di farlo. Se qualcuno vuole offrirmi della droga,
ho il diritto di dire no. Sono le mie scelte. Quando un
uomo dice ciò che pensa di lui dicono che è un grande
uomo, ma quando una donna reagisce di lei dicono che è una
puttana. Perché? Io ammiro le donne dal carattere forte;
le donne che lavorano e non dipendono dagli uomini. Io ho
sempre lavorato e non voglio dipendere da nessun uomo. Non
mi piacciono le donne che trascorrono il tempo a far
niente, pensando solo al parrucchiere, a prendere il tè
con le amiche, a fare shopping e a nient'altro.
Se dovessi per forza scegliere dove vivere fra Stati Uniti
e Gran Bretagna, cosa preferiresti?
Amo entrambe. L'Inghilterra è il mio paese, ma gli Stati
Uniti hanno un grande posto nel mio cuore.
Parigi o Milano?
Milano! Adoro l'Italia e gli italiani. Mi piacciono le
città italiane: Firenze, Portofino... Amo il cibo
italiano. Mi piace anche la Francia, ma dovendo scegliere
preferisco l'Italia perché la gente è molto più calorosa.
Dolce & Gabbana o Donatella Versace?
È dura scegliere... Però Dolce & Gabbana sono miei amici e
mi hanno molto aiutata nei momenti difficili, e non perché
lavoravo con loro. È umanamente che il nostro rapporto è
molto forte e voglio loro davvero un gran bene.
John Galliano o Alexander McQueen?
Conosco bene entrambi. Ma ricordo che Alexander McQueen fu
subito disponibile quando gli chiesi di aiutarmi, quattro
anni fa, per una beneficenza a Barcellona a favore di
Nelson Mandela. Molti stilisti non volevano farlo, ma
quando seppero che McQueen partecipava si ricredettero
tornando da me e dicendomi di sì. Lui è un genio nel
lavoro, ma anche molto timido e tranquillo. Non ama uscire
molto. Mi ricorda tanto Gianni Versace. Sono davvero molto
grata a lui.
Mandela o Madre Teresa?
Per me sono due santi. Anche se uno è ancora in vita e
l'altra purtroppo non c'è più, trasmettono entrambi lo
stesso messaggio per il bene dell'umanità. Però amo Nelson
Mandela: mi ha insegnato molto della vita ed è stata una
benedizione di Dio avermi fatto incontrare una persona
così. Voglio farlo conoscere a tutta la gente che amo.
Comunque sia Madre Teresa sia Nelson Mandela sono modelli
da seguire.
Come ti vedi nel futuro?
Posso parlarti del mio futuro prossimo: prevedo di
organizzare per novembre a Dubai una charity a favore dei
bambini iracheni. Credo che abbiano subito un trauma che
li segnerà per tutta la vita e poter donare loro un po' di
felicità mi riempie di gioia. Saranno parte di questo
progetto anche Emma Thompson e Sharon Stone.
Come ti vedi come mamma?
Mi piacerebbe essere una mamma sensibile e premurosa,
cercando di evitare gli errori che spesso i genitori
commettono.
Vita da single o vita di coppia?
Non amo essere single. Quando viaggio da sola in giro per
il mondo, amo pensare che ci sia a casa qualcuno che mi
aspetta.
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Fonte:www.Panorama.it
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